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Nevrite e artrite: come combatterle

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dottore spiega i sintomi dell artrite

Indice

 

Capita spesso di soffrire di bruciore, gonfiore, arrossamento e dolore in specifiche parti del nostro corpo, quando ciò avviene solitamente è in corso un’infiammazione, un naturale processo di difesa che il nostro organismo attiva automaticamente quando viene colpito da malattie o reazioni allergiche o quando subisce un trauma.

Quando qualcosa non va nel nostro corpo e si attivano i meccanismi di difesa naturali dell’infiammazione, questi hanno l’obiettivo di localizzare ed eliminare l’agente nocivo, riparare o rimuovere i componenti del nostro organismo danneggiati permettendo alle cellule difensive di avviare il processo di guarigione.

Nel caso di lesioni fisiche come traumi, scottature, radiazioni o agenti patogeni come virus e batteri, queste difese naturali procedono con due precisi step:

  • dilatazione dei vasi sanguigni e aumento del flusso di sangue al loro interno;
  • aumento della permeabilità dei vasi sanguigni per permettere il rilascio esterno di proteine plasmatiche, piastrine e globuli bianchi che formano l’essudato, una sostanza che ha il compito di isolare il danno impedendone la diffusione nel resto dell’organismo.

Le infiammazioni si dividono in due tipologie, acute o croniche:

  • Le infiammazioni acute iniziano improvvisamente e sono localizzate principalmente nei vasi sanguigni, solitamente si risolvono in pochi giorni ma possono causare altri danni, come un’ulteriore infiammazione prolungata, quindi cronica;
  • Le infiammazioni croniche invece durano più a lungo, coinvolgono principalmente i tessuti e non i vasi sanguigni e avvengono quando il normale processo di guarigione è difettoso e, di conseguenza, la causa dell’infiammazione non può essere eliminata.

Ma quali sono i tipi di infiammazioni più comuni?

Le infiammazioni più comuni

Tra le infiammazioni più fastidiose e comuni possiamo trovare le nevriti, cioè le infiammazioni ai nervi e l’artrite. Vediamo insieme come combattere queste patologie.

La nevrite: l’infiammazione ai nervi

La nevrite è una patologia molto comune in Italia, è un’infiammazione dei nervi caratterizzata da fastidiosi disturbi motori o sensoriali ed è quasi sempre accompagnata da dolore, ipersensibilità e formicolio. Può manifestarsi in diverse zone del corpo e presenta difatti un dolore localizzato spesso intollerabile.

Questa patologia si divide in due tipologie:

  • Mononevrite: interessa unicamente un nervo e il più delle volte ha origine traumatica
  • Polinevrite: colpisce più tronchi nervosi e ha origine infettiva o tossica

Quali sono i sintomi della nevrite

Nelle aree in cui sono colpiti i nervi si avvertono solitamente formicolio e dolore pungente, quest’ultimo non costante ma sottoforma di attacchi. Altri sintomi possono essere la perdita dei riflessi e l’ipoestesia, cioé una riduzione parziale o totale della sensibilità che può presentarsi in diverse forme, tattile, dolorifica o termica.

Quando la nevrite è in forma grave i muscoli che circondano i nervi perdono ogni sensazione, come nel caso di chi ha la paralisi di Bell, una paralisi improvvisa dei muscoli di un lato del viso, dovuta a un malfunzionamento del settimo nervo cranico, il nervo facciale.

I maggiori sintomi della nevrite, oltre al formicolio e al dolore, possono essere intorpidimento, sensazione di freddo o di calore che inizia dalle estremità degli arti per poi diffondersi poi fino al centro del corpo, perdita della sensibilità tattile. Una lesione dei nervi del sistema nervoso autonomo può causare un calo di pressione arteriosa con conseguente svenimento, offuscamento della vista, disturbi intestinali, riduzione dell’attività secretiva delle ghiandole sudoripare e difficoltà legate all’incontinenza e all’impotenza.

Che cosa provoca la nevrite

Anche se in alcuni casi non esiste una causa rilevabile, la nevrite può dipendere da molti fattori ad esempio disfunzioni metaboliche, malattie infettive, intossicazione da farmaci o da piombo, abuso di alcool e disturbi di natura chimica come il diabete.

Anche la rottura di un osso vicino al nervo può provocare l’infiammazione, in alcuni casi anche l’avitaminosi, cioè la carenza delle vitamine del gruppo B, o mancanze di calcio.

Come curare la nevrite

Per curare la nevrite è necessario eliminare il problema che ha innescato l’infiammazione, in base al caso si può procedere con vari metodi:

  • in maniera meccanica dove la causa è dovuta ad un mal posizionamento di strutture osteoarticolari oppure dove muscoli, tendini e legamenti mutano morfologicamente;
  • con la chirurgia quando sono in corso alterazioni anatomiche, non manipolabili con terapie conservative che hanno come obiettivo la riduzione del dolore, il rinforzo della zona colpita e il recupero della normalità;
  • le cure farmacologiche invece mirano a ridurre l’infiammazione, tramite uso di antinfiammatori, o a regolare la soglia del dolore con l’utilizzo di antidolorifici;
  • quando si tratta di patologie ad innesco virale invece, l’utilizzo di farmaci antivirali consentono il decorso decrescente dell’infiammazione in maniera molto più efficace;
  • quando la nevrite è causata da un’intossicazione sistemica dell’organismo come l’alcolismo, si agisce eliminando in maniera diretta il fattore di intossicazione, liberando quindi il corpo dalle tossine dannose che provocano l’infiammazione.

Si può procedere con l’utilizzo di metodi naturali nel caso di una nevrite causata da carenza vitaminica, in questo caso è possibile curare la patologia attraverso una dieta equilibrata che prevede prevalentemente alimenti ricchi di sali minerali, acidi grassi essenziali e con effetto antinfiammatorio, ad esempio: oli vegetali, semi di lino, zucca, girasole e sesamo, legumi, carne bianca, pasta integrale e cereali, frutta e verdura e infine il pesce.

Esistono anche alcune piante che possono alleviare il dolore causato dalla nevrite perché svolgono una reazione antinfiammatoria, analgesica, antireumatica e antipiretica, ad esempio gli estratti della radice fresca dello zenzero hanno proprietà antiinfiammatorie e analgesiche, il succo dei frutti di sambuco depura l’organismo e cura specialmente la nevrite del trigemino, il quinto nervo cranico che ha origine dal tronco cerebrale, alla base del cervello.

  • Elekea per combattere naturalmente la nevrite consiglia l’utilizzo di Iride, un fitopreparato che svolge un’azione antinfiammatoria e antinevritica ed è indicato per contrastare artriti, nevriti e artrosi di varia origine.

Infiammazione agli arti: l’artrite

Tra le infiammazioni che più colpiscono la popolazione italiana, l’artrite è sicuramente la più comune e riguarda un’infiammazione delle articolazioni che causa spesso dolore e ha importanti ripercussioni sulla mobilità e il sostegno dello scheletro. Quando l’artrite si presenta in forma grave può anche deformare le articolazioni, in questi casi è necessario trovare una soluzione il prima possibile perché anche i più semplici compiti quotidiani diventano impossibili.

Differenza tra artrite e artrosi

Artrite e artrosi rientrano nella categoria delle patologie reumatiche che interessano le articolazioni ed entrambe sono caratterizzate da rigidità, dolore e limitazione dei movimenti nelle zone colpite. Sono patologie simili tra loro e spesso causano confusione poiché vengono scambiate l’una per l’altra ma ovviamente sono ben distinte e ci sono molte differenze tra loro:

  • l’artrite è una patologia infiammatoria cronica di origine autoimmune e può colpire ad ogni età, con il passare degli anni, se non viene adeguatamente riconosciuta e curata, tende a peggiorare. Si caratterizza da gonfiore, aumento della temperatura nell’area colpita, tumefazione e dolori che causano anche la perdita della capacità motoria nelle zone colpite;
  • l’artrosi, non è un’infiammazione, è una malattia degenerativa che avanza con il passare degli anni, in particolare dopo i 50 anni di età ed è caratterizzata dall’usura delle articolazioni e l’alterazione della cartilagine. Colpisce soprattutto le zone delle articolazioni più soggette a sforzi e sollecitate dal peso e dall’attività fisica quotidiana, come ginocchia, anche, colonna vertebrale, spalle, mani e piedi.
    Questo processo degenerativo provoca principalmente un assottigliamento della cartilagine articolare e successivamente deformità ossee, queste causano il tipico dolore e i sintomi specifici dell’artrosi, evidenti soprattutto nelle falangi delle mani.

Cosa provoca l’artrite?

L’artrite può avere origini da molteplici cause, le principali sono traumi, malattie autoimmuni o metaboliche e infezioni. Oltre a queste cause principali possono esserci vari fattori di rischio a provocare questa patologia, ad esempio:

  • predisposizione genetica;
  • fattori ambientali ed esterni;
  • sesso dell’individuo (le donne sono più propense a sviluppare l’artrite alle articolazioni delle mani);
  • età (donne in post-menopausa e anziani sono i soggetti che rischiano di più);
  • stile di vita scorretto, soprattutto a causa dell’alimentazione poco sana e la poca attività fisica da cui derivano sovrappeso e obesità.

Generalmente l’artrite colpisce più frequentemente le donne rispetto agli uomini e nel caso dell’artrite reumatoide questo avviene in proporzione maggiore.

Come curare l’artrite

Ancora oggi, tranne nei casi di artriti che hanno origine infettiva, non esiste nessun trattamento che curi completamente la malattia. Si possono applicare però una serie di terapie che hanno l’obiettivo di migliorare lo stile di vita della persona che soffre di artrite, riducendone i dolori e la conseguente disabilità con lo scopo di restituirne la possibilità di svolgere le normali mansioni quotidiane ed eventualmente anche l’attività lavorativa.

Le forme di trattamento più consigliate ed efficaci riguardano periodi di riposo e rilassamento e soprattutto, attività fisica adeguata, soprattutto nei casi dove la sedentarietà ha preso il sopravvento aumentando i rischi di aumento del peso e dell’obesità, due fattori che tendono ad aggravare la patologia.

Un altro trattamento efficace riguarda una dieta appropriata e l’uso specifico di farmaci, i quali, data la natura cronica della malattia, tendono esclusivamente ad alleviare soltanto i sintomi.

Anche la terapia del caldo e del freddo possono essere utilizzate per ridurre i dolori e le infiammazioni: nel caso della terapia del caldo si utilizzano cere, microonde, ultrasuoni e vapore per aumentare il flusso sanguigno e incrementare la tolleranza al dolore. Nel secondo caso si applicano impacchi e spray raffreddanti e vengono eseguiti massaggi con il ghiaccio, con lo scopo di raffreddare l’articolazione dolorante riducendo la sensibilità dei nervi.

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